manfredi di svevia

DALL’OMAGGIO DI MANFREDI ALLA CREAZIONE DI UNA START UP

Atripalda è un piccolo centro ricco di storia di cui esistono testimonianze archeologiche e monumentali nonché testimonianze scritte. La scuola s è sempre interessata a questo patrimonio storico studiandolo come esperienza ed opportunità culturale e disciplinare, ma non l’ha mai preso in considerazione come occasione di impresa. Sembrerà singolare che la nostra proposta progettuale nasca da un fatto storico, sì documentato, ma di cui non esistono più testimonianze materiali.

La scelta non è stata casuale, è voluta perché il fatto, oggetto di interesse, ha, a distanza di 763 anni, una tale modernità e una tale forza evocativa da poter creare un evento che la scuola vuole pianificare in collaborazione con le agenzie e le associazioni culturali e consegnare alla città di Atripalda nella speranza che l’ente locale, supportato da sponsor, lo renda parte integrante della vita del paese, fatti analoghi animano borghi e province del centro-Italia creando un indotto di interesse economico. Il fatto storico è accaduto nel dicembre del 1254, ne fu protagonista re Manfredi di Svevia che in una serata buia e tempestosa, inseguito dalle truppe papaline, bussò al castello di Troppualdo, in quel tempo abitato dai fratelli Capece e chiese ed ebbe ospitalità. Fu preparata una cena degna di un tale ospite che nel mettersi a tavola notò l’assenza delle consorti dei Capece.

I costumi del tempo, nel sottolineare la sottomissione delle donne, non consentivano la loro presenza in tavola. Manfredi volle interrompere quest’uso e si rese autore del più antico OMAGGIO CORTESE che si sintetizza nella su frase: “Spezzerò io questa barbarie cominciando dal dì di oggi e il castello di Tripaldo serberà memoria di me... Si esaltano non si abbassano i principi che rendono omaggio alle dame